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IL RUOLO DEL PADRE NELLA FAMIGLIA

IL RUOLO DEL PADRE NELLA FAMIGLIA - Graziella Bertozzi

 

DISCORSO INTRODUTTIVO DI BERT HELLINGER AL CORSO DI COSTELLAZIONI FAMILIARI

DAL TITOLO "I PADRI" - FRANCOFORTE, 7-9 FEBBRAIO 2014

 

Chi è dei due partner quello più spesso escluso nelle famiglie? Il padre! 

La madre ha la tendenza, per qualsivoglia ragione, ad attirare i figli a sé, lontani dal padre. 

In questo modo da cosa sottrae i figli? 

Li sottrae dal mondo e quindi dalla vita. I figli possono entrare in connessione col mondo solo attraverso il loro padre. Nel passato, questo era risaputo: il padre doveva essere presente e solido nella vita reale.

Solo in questo modo la sopravvivenza della famiglia poteva essere assicurata. 

Cosa accade ai molti figli di oggi che devono crescere senza il loro padre? Ad esempio quando  la loro madre si è separata da lui e i figli rimangono nell’ambiente materno, generalmente separati dal padre?

Questi figli rimangono con i piedi per terra? O divengono degli estranei per il padre e per questo, estranei al mondo? 

Qual è il risultato finale? Che i figli sono arrabbiati con la madre e di conseguenza  la pace si rompe all’interno della famiglia.

Come si può  ripristinare la pace nuovamente? Da dove viene la pace? Dai padri e dagli uomini. Da chi proviene la pace nelle famiglie? Dai padri. Quando la pace regna nella famiglia, tutti sono contenti, comprese le madri e i figli. 

Il lavoro delle Nuove Costellazioni Familiari è finalizzato, non solo per il suo nome, a spostare i problemi delle famiglie verso un campo di guarigione, per rendere possibile a tutti i membri della famiglia di iniziare un cammino verso la felicità. Non è mai una questione di colpa dell'uno o dell'altro. La colpa in questo caso non gioca alcun ruolo. 

In questo seminario i partecipanti impareranno a riconoscere il loro posto e a prenderlo. Impareranno anche ad aiutare i diversi membri della famiglia a prendere il posto che compete loro. 

Con il risultato: padri contenti, madri felici, figli pieni di speranza!

 

La mia storia con Le Costellazioni Familiari e Aziendali

La mia storia con Le Costellazioni Familiari e Aziendali - Graziella Bertozzi

Dal blog di Graziella Bertozzi

Le Costellazioni familiari sono un metodo rivoluzionario che aiuta a ritrovare il proprio posto e il proprio potenziale nella vita familiare, relazionale e professionale.

 Ho conosciuto Bert Hellinger, il Maestro delle Costellazioni Familiari, a Roma nel 2002 ed è stato un evento che ha cambiato la mia vita e quella della mia famiglia di origine.

Ho un’esperienza venticinquennale nel campo della gestione di imprese di comunicazione e dal 1995 opero nel campo delle terapie energetiche e parapsicologiche.
Subito dopo l’incontro con Bert Hellinger mi sono iscritta alla Formazione per diventare Facilitatore di gruppi di Costellazioni Familiari, percorso che è durato 3 anni.
 

Dal 2005 tengo gruppi a cadenza mensile e sessioni individuali a Bologna e in altre città italiane e una Conferenza gratuita al mese presso il Centro Natura di Bologna 

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INTERVISTA DI GRAZIELLA BERTOZZI A RADIO CITTA' FUJIKO

INTERVISTA DI GRAZIELLA BERTOZZI A RADIO CITTA' FUJIKO - Graziella Bertozzi

 

 

 

A fine Novembre scorso Graziella Bertozzi è stata intervistata da Claudio Succi di Radio Città Fujiko di Bologna. Nell'intervista si parla delle Costellazioni Familiari e Sistemiche e delle attività dell'Associazione Un passo dopo l'altro.

CLICCA QUI per ascoltare.

 

 

SESSIONI INDIVIDUALI CON I PLAYMOBIL

SESSIONI INDIVIDUALI CON I PLAYMOBIL - Graziella Bertozzi

 

 

FORMAZIONE IN COSTELLAZIONI FAMILIARI  E SISTEMICHE

Sabato 28 novembre 2015

Sessioni Individuali con i Playmobil

Una modalità semplice e flessibile da usare ovunque

in assenza di un gruppo di lavoro

 

Ho imparato questo metodo di lavoro con l’aiuto delle figurine direttamente dalla sua ideatrice Siglinde Schneider, durante il mio corso di Formazione con l’Associazione Bert Hellinger Italia nei primi anni 2000. Mi ha subito affascinato al punto che ho iniziato la mia attività nel giugno 2005 proprio con gli incontri individuali, mentre il primo gruppo di lavoro parte dal settembre 2005.  Ho sempre continuato a tenere anche sessioni individuali, nonostante la mia costanza nell’organizzare gruppi di lavoro a cadenza mensile. La cosa che suggerisco spesso, a coloro che non conoscono le Costellazioni Familiari, è di fare una prima esperienza di Gruppo. Il Gruppo ha un impatto emotivo molto forte e vede il “Cliente” fuori dalla rappresentazione, come semplice osservatore. Anzi il cliente stesso si vede rappresentato all’interno della rappresentazione e questo ha sempre un impatto emotivo e di stupore molto grande perché è così che il Cliente si riconosce e riconosce i suoi familiari.

Nelle sedute individuali invece è il Cliente che “filtra” tutte le emozioni e le informazioni che arrivano ed è quindi molto importante che la persona sia aperta e preparata ad affrontare a volte anche situazioni molto forti. Il rischio è che si scivoli un po’ nel dialogo e quindi si lasci meno spazio al campo permettendogli di lavorare liberamente. L’importante è creare un setting in cui il cliente si senta protetto e al sicuro. Il consulente deve aiutare il cliente a distogliersi dalla descrizione del problema, evitando così di parlare troppo e non lasciare spazio alla soluzione del problema. Questo setting viene messo in atto attraverso la meditazione iniziale e l’invito al cliente a lasciare andare tutto quello che ha pensato fino a quel momento. Come dico io, “lasciare fuori dalla porta” tutte le paure, i dubbi, le incertezze e soprattutto le aspettative. Se è il momento giusto per avviare un processo di guarigione, questo avviene al di là delle credenze o dubbi che possiamo avere. Alla fine una sessione individuale con l’aiuto dei Play Mobil, se condotta con attenzione e cura ha la stessa efficacia di un incontro di Gruppo. Il Campo lavora altrettanto bene e ho varie testimonianze di persone che si sono trovate benissimo con questa modalità.

In questa modalità l’importante è permettersi di “vedere”, “sentire”, “percepire” ogni singolo messaggio che ci manda la nostra anima attraverso la nostra intuizione. Queste figure di plastica, una volta in campo, ci parlano e ci aiutano a trovare la soluzione, indirizzandoci sulla giusta strada. E’ incredibile come ogni figura messa lì apparentemente a caso, acquisisca una sua personalità. Attraverso di loro si vede se una persona è sana o sofferente, se sta guardando un morto, se porta dei pesi, etc. Il cliente avverte delle percezioni sensoriali a livello del corpo, quindi la domanda è sempre quella che si usa anche nel gruppo: “Questa situzione è pesante o leggera?” “ti dà gioia o dolore” la figura che ho messo in scena ti fa sentire bene o male? Etc. Se ad esempio un cliente mette in scena le prime due figure suggerite dal facilitatore, sdraiate invece che in piedi, ciò significa che o sono già due persone morte o una delle due vuole seguire quell’altro nella morte. La struttura di base è sempre quella degli ordini dell’Amore di Bert Hellinger, e cioè quello che riguarda l’appartenenza al sistema, quella che riguarda il rango e quella che riguarda la compensazione. Solo che questi movimenti dell’anima all’interno delle relazioni si manifestano attraverso delle figure di plastica e non degli essere umani.

 

Graziella Bertozzi - Bologna  27/11/15

Temi Laboratori di formazione

Temi Laboratori di formazione - Graziella Bertozzi

 

Estratto dalla Conferenza sugli “Ordini dell’aiuto” 

- Dare e ricevere nelle relazioni -

 Di Graziella Bertozzi

11 settembre  2015.

 

Il metodo delle Costellazioni Familiari unisce ciò che prima era diviso.

In questo senso il metodo aiuta alla riconciliazione soprattutto con i genitori.

In particolare la riconciliazione va cercata nel rapporto con la madre. Prendere la madre così com’è, esattamente così com’è, senza giudizio aiuta a prendere la vita così com’è. Chi non prende la madre nel proprio cuore non prende la vita, rischia di non avere successo nella vita, e di non essere libero nelle relazioni, nel rapporto coi figli etc.

Nella mia pratica di lavoro incontro spesso donne che sono arrabbiate con la madre, la criticano per non corrispondere o non aver corrisposto alle proprie aspettative, la giudicano inadeguata e a volte addirittura la causa dei loro problemi esistenziali. Oppure sono in competizione con lei per avere in esclusiva l’amore del padre. Spesso questo riguarda un “irretimento” che proviene dalla famiglia del padre o da una ex fidanzata o ex moglie abbandonata dal padre.

Questo è  l’amore cieco, l’amore del bambino che guarda il genitore come un essere perfetto, che confida in lui in tutto e per tutto e non vuole distaccarsi da questa immagine, in pratica non vuole crescere. Ma la madre è molto di più di quello che molti di noi vedono, la madre è la fonte di vita, l’amore e la vita ci vengono da lei, è l’inizio di tutto, è colei che ci ha portato in grembo nove mesi, che ci ha nutrito, accolto, curato, sostenuto. È colei che trasmette e fa avanzare la vita. Prendere ciò che la madre ci ha dato senza giudizio e con gratitudine, ci fa prendere con gratitudine quello che la vita ha da darci. Da nostra madre impariamo cosa vuole dire amare, cosa vuole dire accettare l’altro e la realtà per come sono.

Ognuno di noi è per metà suo padre e per metà sua madre. Rifiutare la madre è come rifiutare una parte di noi in particolare per le donne rifiutare la parte femminile. Ognuno di noi ama i suoi genitori anche se spesso vogliamo dimostrare il contrario, ma questa verità resta. Fino a quando siamo girati indietro verso i nostri genitori e ci facciamo carico del loro destino, o li critichiamo o giudichiamo nel loro operare, non possiamo andare avanti nella nostra vita. È solo prendendo nel nostro cuore, i nostri genitori così come sono, con il loro destino, che abbiamo la forza e il potere di andare avanti nella nostra vita liberamente.

Il movimento che permette questa trasformazione durante una seduta costellazioni familiari è quando la persona si gira per andare verso la sua vita e verso il suo destino avendo dietro alle sue spalle i due genitori che la sostengono.

Spesso si può vedere che l’anima del bambino che percepisce  i genitori in difficoltà, sceglie se ritirarsi e quindi chiudersi in se stesso per non appensantire ulteriormente la situazione, fino nei casi estremi, a diventare un bambino autistico, oppure sceglie di farsi carico del destino di  uno dei due o di tutti e due. Questo riguarda il bisogno di tenere unita la famiglia per non perdere il diritto di appartenenza, una delle spinte più grandi che sente l’essere umano.

Per non perdere il diritto di appartenenza alla famiglia, con la perdita di uno dei genitori, il bambino, in modo assolutamente inconsapevole, rischia di ammalarsi al posto del genitore ed anche a morire al suo posto. La frase   che muove l’anima del bambino è: “lo faccio io al posto tuo”. Voler “salvare” la propria madre o il proprio padre dal suo destino porta ad essere legati alla loro vita e a non poter vivere liberamente la propria. Purtroppo ci sono casi di persone che pur diventate adulte non hanno superato questo passaggio da “lamore cieco” a lamore consapevole” dell’adulto e preferiscono morire piuttosto che essere grati alla madre. Le costellazioni familiari sono al servizio della sopravvivenza e della continuazione della vita e ci mostrano come ognuno di noi fa parte di un sistema più grande che è quello familiare in cui noi tutti siamo indissolubilmente legati. Questo “Sistema” ha il compito di pareggiare i conti, riportare ordine dove c’è stato disordine, armonia dove c’è stato conflitto, giustizia dove c’è stata ingiustizia e far rifluire l’amore dove si era bloccato. E lo fa servendosi delle nostre vite e dei nostri destini. È come un compito che ognuno di noi ha quando viene al mondo, cioè quello di essere al servizio della “Vita” aiutando il “Sistema” a compensare ciò che è rimasto sospeso.

Anche la madre è spesso collegata a qualcuno del sistema familiare di cui porta il destino. Se la  madre guarda, nel senso che è collegata, in modo inconsapevole, a qualcuno che ha sofferto un ingiustizia o che si è suicidato, per portare alla luce questo triste destino, dare pace alla persona suicida, a sua volta potrebbe essere spinta al suicidio. Se la madre non fa questa esperienza potrebbe essere la figlia o il figlio che senza saperlo si fa carico di questo. E questo spiegherebbe alcuni casi di persone che hanno sentito questa forte spinta dal di dentro di seguire qualcuno del sistema familiare nella morte. Ho almeno  due casi di persone nella mia esperienza di vita. Una riguarda una donna che pur di non inchinarsi di fronte alla madre, riconoscerla ed esserle grata per quello che le aveva dato ha preferito morire di cancro. Ha inizito con la malattia all’età di 18 anni ed ha sviluppato nel corso dei suoi sessanta anni di vita ben cinque cancri per poi lasciarsi andare nella morte. Ha sostenuto in tutta la sua vita che i suoi genitori ed in particolare sua madre le avevano rovinato la vita. È evidente che la percezione di questa donna era molto diversa dalla realtà dei fatti. Per quello che ne so i genitori erano stati con lei sempre di grande sostegno e amorevoli. Un’ esperienza molto recente, invece, che mi ha molto toccato, riguarda una donna che nonostante il suo aspetto solare, i suoi tanti talenti, le tante amicizie e interessi, due bellissimi figli e un marito che l’ama, ha preferito porre fine alla sua vita. È come se una forza più grande di lei l’abbia spinta a questo gesto estremo, che apparentemente non ha spiegazioni comprensibili razionalmente. Apparentemente il suo era un bisogno estremo di riconoscimento in particolare da parte della madre che lei diceva non aveva mai approvato il suo modo di vivere. Ma se  anche fosse così ciò non spiegherebbe una decisione così disperata. L'unica riflessione che mi viene da fare è che queste due persone fossero vittime di un forte “irretimento” derivante dal collegamento con qualche membro del loro sistema familiare.

 

Grazie dell’attenzione

Buona serata a tutti

Graziella